FIRMATO IL NUOVO PATTO SOCIALE
Riduzione del costo del lavoro in vista
Martedì pomeriggio è stato firmato dal governo e da 32 tra associazioni imprenditoriali e sindacali il nuovo patto sociale
Il nuovo patto sociale coinvolge anche le associazioni degli artigiani e del commercio e estende a queste imprese gli sgravi fiscali e le incentivazioni a sostegno dell'occupazione.
Il sistema della contrattazione resta invariato rispetto al Patto sociale del 1993 che prevedeva due livelli di contrattazione - nazionale e aziendale.
Il primo livello per salvaguardare il recupero del potere d'acquisto rispetto all'inflazione, sulla base di livelli di inflazione programmata dal governo, e per la contrattazione sulla normativa, la seconda per contrattare lo stipendio collegato all'incremento produttività.
Con il nuovo patto sociale vi sarà una riduzione del del 3% costo del lavoro da qui al 2003 oltre a sgravi fiscali per le aziende che reinvestono gli utili.
Per i lavoratori è prevista una riduzione dell'imposta sul reddito del 27% sui salari medio-bassi ed una riduzione dei contributi sullo stipendio di produttività per agevolare la contrattazione aziendale.
Con il patto viene anche aperto un dialogo permanente sulla politica economica con le associazioni firmatarie.
I costi degli impegni contenuti nell'accordo vengono coperti con l'introduzione della carbon tax e con la lotta all'evazione fiscale.
"È un buon accordo, utile per dare un segnale positivo ed aprire una nuova stagione d'investimenti" ha detto Sergio D'Antoni della CISL, il secondo sindacato italiano.
Critiche sono state avanzate da Forza Italia, all'opposizione, affermando che il patto non risolve il problema della mancanza di flessibilità del mercato del lavoro italiano e che le riduzioni del costo del lavoro e delle imposte per i lavoratori sono molto modeste.
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