SEQUESTRATI I GOMMONI. GLI SCAFISTI SEQUESTRANO LUI
Non si ferma la marea di clandestini
Ha dell'incredibile quanto avvenuto sabato 23 a Valona ma contemporaneamente descrive molto bene la situazione di anarchia dominante in quel paese.
Su pressione dell'Italia il governo albanese nelle settimane scorse aveva finalmente fatto approvare la legge che permette il sequestro degli scafi utilizzati per il traffico di clandestini verso l'Italia.
Pochi giorni dopo l'approvazione definitiva da parte del parlamento Albanese c'è stato il primo sequestro: 6 gommoni che sono finiti nei magazzini della Polizia di Valona.
Appena si è sparsa la voce del sequestro si è radunato un gruppo di cento o duecento persone. Il gruppo si è diretto verso la questura di Valona e Kalashnikov alla mano, senza incontrare alcuna resistenza da parte degli agenti, ha invaso gli uffici della questura e raggiunto il capo della polizia.
Il capo della polizia Sokol Kociu è stato poi sequestrato e portato sull'isola di Saseno dove erano tenute le imbarcazioni sequestrate. Il funzionario è stato rilasciato solo dopo aver riconsegnato i gommoni ai contrabbandieri.
Il primo passo della strategia volta a fermare il contrabbando di persone in terra Albanese si è scontrato quindi con la situazione di illegalità ancora molto diffusa nella piccola e giovane democrazia dell'altra sponda dell'Adriatico.
Dall'inizio dell'anno sono più di duemila le persone approdate illegalmente sulle coste pugliesi. In maggioranza Kosovari in fuga dalla guerra, tra di essi moltissimi bambini.
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