ANCORA BOMBE MA CERCHIAMO IL NEGOZIATO
La precisazione del ministro degli Esteri arriva dopo il rifiuto della tregua annunciata da Milosevich
La tregua unilaterale annunciata da Milosevich e da attuare durante la Pasqua ortodossa questa domenica non ha spinto il presidente del Consiglio D'Alema a chiedere la sospensione dei bombardamenti.
L'Italia resta allineata alle posizioni degli alleati NATO. È da notare tuttavia che D'Alema si è espresso in termini molto diplomatici facendo attenzione a far apparire la scelta come una scelta obbligata dalla condizione dei profughi e non come la conseguenza di una scelta politica che miri all'eliminazione politica di Milosevich.
Ciò non è bastato a risparmiarlo dalle forti critiche dei due partiti di governo contrari all'intervento militare in Jugoslavia, i Verdi e il Partito dei Comunisti Italiani (PDCI), per non aver voluto approfittare di questo "spiraglio" di mediazione.
I partiti di opposizione sono anch'essi favorevoli al proseguimento delle operazioni militari, Casini del Centro Cristiano Democratico, ha parlato addirittura a favore di un intervento delle truppe di terra. Si differenzia invece il partito indipendentista Lega Nord
La scorsa settimana il governo ha rischiato le dimissioni dei due ministri del PDCI. Le dimissioni sono poi rientrate quando l'Italia ha appoggiato la missione, poi fallita, del primo ministro russo Primakov. Entrambi i partiti restano nel governo cercando di influenzarne le scelte dall'interno.
Ieri 8 aprile comunque il Ministro degli Esteri ha ritenuto nuovamente necessario precisare che l'obbiettivo del governo italiano resta una "soluzione negoziata".
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