UCCISO CONSULENTE DEL GOVERNO: È TERRORISMO
Rivendicato dalle Brigate Rosse l'omicidio di Massimo D'Antona
Giovedì 20 maggio, ore 8,30, via Salaria 117. 3 colpi di pistola calibro 38 con silenziatore raggiungono Massimo D'Antona che si sta recando al suo studio di avvocato. Un agguato studiato e preparato nei particolari, la fuga dei due assassini su una moto.
A terra resta Massimo D'Antona, l'uomo che ha dato più di ogni altro un contributo all'ammodernamento della legislazione del lavoro italiana; nel giorno dell'anniversario dello statuto dei lavoratori.
Durante la giornata i terroristi hanno fatto ritrovare un documento di rivendicazione di 28 pagine nel quale si fa una dettagliatissima analisi della situazione politica e sindacale italiana.
Il documento fa capire che gli organizzatori dell'attentato sono degli intellettuali che conoscono molto a fondo le tematiche sindacali italiane, sono persone interne al "palazzo". Si promette anche una "primavera rossa" che non lascia presagire niente di buono per la vita civile e democratica italiana.
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